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Sappiamo da sempre che la mano può contribuire in maniera importante al processo di guarigione. In Giappone tuttavia, l’utilizzo della mano come strumento curativo, ha una lunga ed rispettata storia e profonde radici filosofiche. L’arte giapponese dello Shiatsu (letteralmente, shi- dita e atsu- pressione), è un sistema di guarigione e di mantenimento della salute che si è evoluto nel corso di millenni.

Praticato in maniera informale almeno dal 200 A.C., lo Shiatsu utilizzò un proprio sistema agli inizi del 1900 e venne accolto come forma di terapia ampiamente praticata fino ad oggi.

Lo Shiatsu deriva sia dall’antica arte di guarigione cinese dell’Agopuntura che dalla forma tradizionale di massaggio giapponese, l’ Anma.

Per capire lo Shiatsu, si devono prima capire alcuni dei concetti base condivisi dall’Agopuntura, dallo Shiatsu e dalle medicine orientali in genere.
L’origine dei fondamenti base della medicina orientale può essere rintracciata nella Cina del secondo e terzo secolo A.C. circa, quando venne descritto un sistema di canali energetici chiamati meridiani, nel Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo Questa percezione del corpo come un sistema di meridiani, si formò in un momento in cui la religione dominante proibiva qualunque tipo di invasione chirurgica all’interno del corpo umano. Vedendosi negate le procedure che avrebbero rivelato la struttura e le funzioni del corpo umano, i cinesi svilupparono tramite l’osservazione e l’intuito una metafora pratica che descrivesse l’anatomia e la fisiologia del corpo.

Esaminato da un punto di vista energetico invece, il corpo si vede funzionare come risultato di una forza dinamica vitale (chiamata Ki) che funge da collegamento comune tra tutti i tessuti e gli organi del corpo. Il Ki lega insieme ogni struttura e funzione fisica, facendoli funzionare come un’unica unità. Per un orientale, gli organi non sono sufficienti a sostenere la vita a meno che la forza vitale Ki sia presente ad assicurare la funzionalità e interelazione degli organi. Inoltre, poiché il Ki rappresenta l’essenza della vita, questa struttura energetica cessa di esistere alla morte della persona.

Nel suo ruolo di forza vitale, il Ki è sempre presente ed attivo nel corpo. Inoltre, il Ki influenza e controlla la struttura della vita intera di una persona. Per la mente orientale, il fluire equilibrato, libero del Ki lungo i meridiani è sia la causa che l’effetto della salute. La medicina orientale, incluse le discipline dell’Agopuntura e dello Shiatsu, si dedica al mantenimento del fluire equilibrato del Ki in tutto il corpo, ed al ristabilirlo nel caso accada qualunque cosa che lo disturbi.

L’operatore Shiatsu ha tre scopi principali: verifica ( identificare la natura e gravità dello squilibrio energetico nel paziente), trattamento (contattare i meridiani in maniera tale da portare sollievo allo squilibrio energetico esistente), e mantenimento (l’applicazione della pressione manuale in maniera tale da rinforzare e sostenere l’equilibrio energetico esistente).

Alla base di tutte le tecniche Shiatsu ci sono quattro principi primari:

  • - l’operatore mantiene l’atteggiamento di un osservatore.

  • - la pressione viene applicata perpendicolarmente alla superficie del meridiano che viene trattato.

  • - per permettere alla mano di penetrare nel meridiano trattato si usa il peso del corpo rilassato piuttosto che la forza.

  • -  la pressione viene applicata ritmicamente.

Per accedere alla sorgente naturale di energie guaritrici del corpo e metterlo in condizione di porre rimedio ad uno squilibrio, l’operatore Shiatsu deve sintonizzarsi con le dinamiche interne della struttura del Ki del corpo attraverso il semplice strumento dell’osservazione.

Lo scopo dello Shiatsu è quello di produrre un cambiamento nel flusso energetico di un meridiano manipolando i vortici energetici chiamati tsubo. D’altronde, prendere contatto con il flusso energetico di un meridiano è analogo al versare acqua in un vaso. (La parola tsubo in giapponese significa vaso. La metafora sta ad indicare un recipiente con una imboccatura stretta.) Nello Shiatsu, la pressione dovrà essere applicata con un’angolazione di 90° rispetto allo tsubo per ottenere il maggior effetto sul flusso energetico del meridiano. Con qualunque altra angolazione, gli effetti rimarranno superficiali, e non penetreranno in maniera sufficiente ad avere un effetto sul meridiano. Quelle tecniche Shiatsu che utilizzano una penetrazione perpendicolare, producono cambiamenti significativi nella struttura del meridiano che vanno oltre una stimolazione superficiale.

Il tipo di pressione applicata, ha un effetto diretto sulla natura dell’impatto che la seduta avrà per il ricevente. Quando la penetrazione degli tsubo è ottenuta tramite l’utilizzo del peso corporeo, la mano e il busto dell’operatore rimangono rilassati, non tesi. La pressione viene applicata trasferendo il peso corporeo alla mano. Il ricevente percepisce questa pressione come decisa, ma gentile, permettendo la creazione di una linea energetica di comunicazione tra operatore e ricevente. Questa forma rilassata di comunicazione, richiama l’energia del ricevente stesso alla parte contattata. Il ricevente partecipa al trattamento utilizzando questa energia per rettificare lo squilibrio nel meridiano. Il legame comunicativo permette all’operatore di seguire il cambiamento man mano che avviene nel meridiano, e di conseguenza, monitorare la risposta ed il progredire del ricevente. Poiché esiste uno scambio di informazioni tra operatore e ricevente, questo tipo di Shiatsu porta benefici per entrambi.

shiatsu masaggioLa reazione del ricevente allo Shiatsu, dipende dalla qualità della pressione che viene applicata sui meridiani e sugli tsubo. Gli intervalli a cui la pressione viene percepita costituiscono la trama ritmica del trattamento. La risposta al ritmo si può riconoscere nella risposta delle persone alla musica. Se un brano musicale ha un ritmo lento, la reazione comune che si ha è quella di sentirsi rilassati o calmati. Un ritmo lento permette anche all’ascoltatore di soffermarsi sulla musica stessa, sull’intreccio delle note. Se il ritmo è veloce, l’ascoltatore reagisce in modo eccitato, muovendo il corpo e danzando. Invece di sintonizzarsi con le note che vengono suonate, l’ascoltatore si lascia trasportare dalla propria reazione attiva provocata dal ritmo.
Lo shiatsu trova una importante applicazione anche con i bambini, non solo per la sua parte pratica , ma anche per la sua attualità culturale, legata alla capacità di migliorare l’ascolto e la relazione attraverso il contatto.

I bambini praticano shiatsu per natura e si avvicinano a questa disciplina e alle sue teorie con menti libere dal peso che talvolta si accumula man mano che cresciamo.

I bambini sono inesorabili nelle loro osservazioni e non trovano mai un argomento inaccessibile e affrontano i più diversi senza alcuna difficoltà e con le loro piccole grandi menti, ci svelano come non sia necessaria una laurea per intavolare interessanti discussioni , e come l’osservazione di questi bambini possa allargare i nostri orizzonti. E’ senz’altro vero che noi possiamo dare molto proponendo questa disciplina ai bambini, ma mai quanto riceveremo da loro. Per noi sarà un occasione per restare ancorati ad alcuni principi del nostro lavoro, quale il non giudizio e la capacità di stupirci sempre.

Grazie a questo approccio a vari argomenti i bambini riescono ad aprire la mente, ragionare da soli ed avere meno paura. Si ha quasi la sensazione che questo tipo di lavoro dia ai bambini la sensazione di essere in un luogo dove poter riposare e dove si può cogliere un senso di felicità , un apprezzamento della semplicità , una tolleranza delle differenze ed una umiltà che scaturisce dal continuo senso di stupore.

shiatsu masaggioPossiamo osservare come questi bambini si sentano a loro agio nel loro corpo e sono sia dei buoni ascoltatori sia capaci di una buona espressione anche attraverso esercizi semplici e divertenti, tecniche di respirazione e di rilassamento, autotrattamento, giochi e movimenti che risvegliano la consapevolezza del corpo e della sua relazione con lo spazio, con l’ambiente e con gli altri. La consapevolezza del corpo e del respiro viene stimolata con semplici posizioni (quasi sempre dinamiche) in sequenze che ricostruiscono storie proposte dai bambini stessi, sfruttando immagini simboliche (animali, forme geometriche, elementi della natura e personaggi umani e fantastici).L’attenzione al respiro è fondamentale: i bambini sperimentano naturalmente, con gli esercizi proposti, l’importanza di una corretta respirazione diaframmatica; individualmente seguono il processo fisiologico e nel lavoro di gruppo percepiscono il soffio vitale che li unisce, anche attraverso il canto corale e il contatto fisico che li fa essere parte di un tutto, di un’unica creatura viva e del suo respiro. È l’occasione per espandere la consapevolezza di sé al resto del mondo, per incontrare su un piano fisico e spirituale insieme l’unità del tutto. Così come negli esercizi di coppia, nel massaggio e nei giochi di movimento in gruppo si acuisce la capacità di attenzione alle esigenze dell’altro, di fiducia e riconoscenza, allenando insieme le doti di espressione e di ascolto.

A tal proposito l’apprendimento dello Shiatsu può rivelarsi utile per i seguenti motivi:

  • - favorisce lo sviluppo cognitivo ed emotivo

  • - aiuta a conoscere il proprio corpo e ad accettarlo

  • - stimola la capacità di assumere la prospettiva altrui

  • orienta la naturale aggressività verso modelli comportamentali socialmente accettabili

  • migliora la comunicazione e la capacità di ascolto

Altro motivo per cui vale l’impegno di offrire agli studenti lo Shiatsu è quello di renderli partecipi di un evento straordinario, unico ed irripetibile qual è il percepire “l’altro” come essere vivente diverso e al tempo stesso uguale a noi.

Si ritiene inoltre che lo Shiatsu possa contribuire al miglioramento delle dinamiche relazionali all’interno della classe , favorire il rilassamento e stimolare l’interesse verso culture diverse da quelle del paese di origine.

L’apprendimento è direttamente trasmesso dal maestro all’allievo mediante la modalità del saper “fare”.

La comunicazione verbale è immediatamente seguita dall’esempio pratico e le parole si traducono in azioni concrete.

La metodologia operativa impiegata rientra nell’ambito dei metodi attivi, orientati all’appropriazione di modelli comportamentali, partendo dall’esperienza.

Il concetto di base considera che per l’allievo imparare cose utili e particolari , concretamente visibili dagli altri, significa anche farsi accettare dal gruppo e dal sistema sociale in cui vive.

di Renato Zaffina

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